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SUMMARY:Attraversamenti
DESCRIPTION:Attraversamenti è un progetto fotografico composto da quattordici immagini che riprendono la struttura simbolica della Via Crucis come percorso di meditazione sul corpo e sulla ferita. Ogni fotografia si configura come una stazione: una soglia in cui l’esperienza della caduta\, della resistenza e della trasformazione si rende visibile. Ispirandosi alla tecnica del kintsugi\, l’artista Elisabetta Di Sopra ripercorre con il pennello d’oro le tracce del trauma: l’oro non ripara né cancella la frattura\, ma la illumina\, trasformando il limite in una soglia di attenzione. Collaborare con chi ha vissuto l’esperienza della mastectomia significa trasformare l’atto artistico e il contatto fisico in uno strumento di informazione e sostegno pubblico. Il lavoro si colloca in uno spazio di risonanza tra pensiero orientale e tradizione occidentale. Se il corpo può essere inteso come un luogo sacro – un tempio che custodisce l’esperienza umana – allora la ferita non è soltanto un segno di perdita. La cicatrice diventa uno squarcio\, un punto di apertura attraverso cui la luce può emergere. In questa esposizione\, le quattordici fotografie entrano in dialogo con altrettante acqueforti settecentesche del grande incisore Martin Engelbrecht\, colorate a mano\, una Via Crucis proveniente dalla collezione dell’Archivio Carlo Montanari. \nIn collaborazione con la Provincia di Novare\, Fondazione il Castello\, Terre dell’alto Piemonte\, Liceo artistico\, musicale\, coreutico F. Casorati\, Archivio Carlo Montanaro\, Banca d’Alba e gruppo Flat – Farfalle Libere
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LOCATION:Sala delle Vetrate – 1 Piano\, PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA' 3\, NOVARA\, PIEMONTE\, 28100\, Italia
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SUMMARY:Il linguaggio di un corpo muto
DESCRIPTION:Nella ricerca pittorica di Fabio Tosi\, la figura cessa di essere l’oggetto rappresentato per trasformarsi nel mezzo stesso della creazione. Utilizzando il proprio corpo come “matrice”\, come stampo\, l’artista sposta radicalmente l’attenzione dall’occhio alla pelle. Il linguaggio del corpo muto si manifesta qui come traccia e impronta\, in netta contrapposizione con il concetto di copia. La tela non descrive l’aspetto esteriore di una forma\, ma ne conserva l’energia fisica\, il peso e la pressione. Si tratta di una testimonianza diretta\, un reperto archeologico di un momento vissuto che si genera nel silenzio assoluto del contatto tra l’epidermide e il tessuto. Ciò che rimane impresso sulla tela è l’eco di quel gesto: una parola scritta con la carne invece che con il pennello. \nIl corpo umano comunica incessantemente attraverso canali che sfuggono al dominio della parola. Anche nell’immobilità e nel silenzio\, esso trasmette messaggi\, rivelando verità sincere e viscerali. In ambito clinico\, un corpo reso muto da un dolore interiore si esprime attraverso il sintomo; nell’espressione artistica\, come nella danza o nel mimo\, il silenzio diventa invece la condizione necessaria affinché i muscoli possano narrare. A un livello filosofico più profondo\, il linguaggio di un corpo muto rappresenta l’essenza stessa dell’essere: una presenza pura che esiste senza doversi giustificare attraverso il logos. Il corpo è\, in sintesi\, un testo costantemente aperto\, incapace di mentire\, che scrive una storia di biologia\, memoria e istinto in modo immediato e potente. \nLe opere in catalogo si susseguono come frammenti di un unico\, immenso discorso spezzato\, accomunate da un contrasto cromatico carico di simbolismo\, un alfabeto di ruggine e pelle. \n  \nVernissage Sabato 21 novembre dalle 16:00 alle 18:00 \nIn collaborazione con il Castello di Novara e Gesi group – Gli esperti del Rinascimento
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LOCATION:Sala delle Colonne – piano terra\, Castello di Novara - PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA' 3\, NOVARA\, NO\, 28100\, Italia
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