Il linguaggio di un corpo muto
orario
10.00 – 19.00
lunedì chiuso
Nella ricerca pittorica di Fabio Tosi, la figura cessa di essere l’oggetto rappresentato per trasformarsi nel mezzo stesso della creazione. Utilizzando il proprio corpo come “matrice”, come stampo, l’artista sposta radicalmente l’attenzione dall’occhio alla pelle. Il linguaggio del corpo muto si manifesta qui come traccia e impronta, in netta contrapposizione con il concetto di copia. La tela non descrive l’aspetto esteriore di una forma, ma ne conserva l’energia fisica, il peso e la pressione. Si tratta di una testimonianza diretta, un reperto archeologico di un momento vissuto che si genera nel silenzio assoluto del contatto tra l’epidermide e il tessuto. Ciò che rimane impresso sulla tela è l’eco di quel gesto: una parola scritta con la carne invece che con il pennello.
Il corpo umano comunica incessantemente attraverso canali che sfuggono al dominio della parola. Anche nell’immobilità e nel silenzio, esso trasmette messaggi, rivelando verità sincere e viscerali. In ambito clinico, un corpo reso muto da un dolore interiore si esprime attraverso il sintomo; nell’espressione artistica, come nella danza o nel mimo, il silenzio diventa invece la condizione necessaria affinché i muscoli possano narrare. A un livello filosofico più profondo, il linguaggio di un corpo muto rappresenta l’essenza stessa dell’essere: una presenza pura che esiste senza doversi giustificare attraverso il logos. Il corpo è, in sintesi, un testo costantemente aperto, incapace di mentire, che scrive una storia di biologia, memoria e istinto in modo immediato e potente.
Le opere in catalogo si susseguono come frammenti di un unico, immenso discorso spezzato, accomunate da un contrasto cromatico carico di simbolismo, un alfabeto di ruggine e pelle.
Vernissage Sabato 21 novembre dalle 16:00 alle 18:00
In collaborazione con il Castello di Novara e Gesi group – Gli esperti del Rinascimento
Organizzatori
Altre mostre e eventi
